Storia dei Gargano
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L’Opra dei Pupi della Famiglia Gargano

V Generazione

La Famiglia Gargano è l’ultima famiglia di Pupari sopravvissuta a Messina. Venerando e Giorgio Gargano sono la quinta generazione (consecutiva) di una tradizione di opranti risalente all’ ‘800 a quando l’“Opra” era la forma di intrattenimento più diffusa nel meridione. I Pupi, inseriti dall’Unesco nei “Patrimoni immateriali dell’umanità” nel 2001, si sono caratterizzati storicamente per le narrazioni epiche incentrate sulle gesta dei paladini di Francia che con i loro valori di lealtà e onore hanno infiammato un popolo meridionale non ancora diventato audience televisiva.

La Famiglia Gargano comincia ad operare nella prima metà dell’800 nella figura di Venerando Gargano uomo di grande cultura particolarmente appassionato della letteratura cavalleresca prima e dei pupi poi, che comincia prima a collezionare e poi a costruire. Il figlio Don Rosario (1863-1942) comincia giovanissimo a lavorare col padre e all’età di soli 18 anni scrive quello che diventerà il carattere distintivo della famiglia Gargano nel variegato mondo dei Pupi: la sagra del “Bellisario da Messana” eroe messinese che difende la città dall’invasione dei Turchi, grazie agli interventi della Madonna della lettera.
E’ nel 1880 che viene chiamato ad Acireale da Angelo Grasso e realizza successivamente un suo Teatro. Il periodo tra il 1880 e il 1912 è quello che permette di raggiungere una certà notorietà e portare avanti la sagra che alla fine si costituirà di ben 99 storie. Nel 1912 viene chiamato a Messina da Ninì Calabese e lavora nel suo “Teatro Nuovo di Messina”. E’ nel 1920 che Don Rosario apre un suo Teatro a Messina nella zona di Camaro e viene aiutato dal figlio Venerando (1905-1978) sino al 1935 quando per problemi di salute ritorna nella natia Acireale.

Nel 1938 Venerando apre un nuovo Teatro in via Santa Marta, “L’Arena Gargano”. La bravura del Cavaliere Gargano è tale che fioriscono leggende sul suo conto come quella che si sentiva la sua voce addirittura dalle navi traghetto. E’ probabilmente questo il maggior momento di successo dei Pupi a Messina, Il Cavaliere Venerando infiamma il ferragosto Messinese e recita davanti a 24.000 spettatori a piazza Municipio dove venne allestito un enorme palco per tutto il mese di Agosto. Gli spettacoli erano ancora accompagnati da una piccola orchestra. Il Cav. Venerando si distingue anche per l’inventiva nella costruzione dei Pupi, draghi a due teste, effetti speciali mirabolanti, ibridi uomini animali, che lo portano ad aprire un altro Teatro e ad approdare al prestigioso Teatro Greco di Taormina, aperto per la prima volta all’opera dei Pupi.
E’ in questo periodo che si affianca il figlio Maestro Rosario Gargano (1933-2000) e le armature diventano cromate migliorando di molto la loro qualità.

Nel 1964 il Teatro dei Gargano prende fuoco. E’ una tragedia. Dei più di 140 Pupi se ne salvano a stento una quarantina per non parlare delle moltissime scene dipinte da famosi pittori come Vasta (ne rimangono una decina) e dei numerosi cantastorie. Il materiale salvato fu solo perché era conservato gelosamente dal Cav. Venerando nella propria abitazione e in quanto all’incendio si dice che furono i fantasmi (il teatro lasciato in ordine la sera la mettina era spesso sottosopra).

Da questo momento non ci saranno più Teatri stabili per i Pupi a Messina.
E’ grazie alla tenacia del Maestro Rosario e della collaborazione di tutta la sua Famiglia che i Pupi continuano a vivere e gli spettacoli cominciano a viaggiare, Letojanni, Reggio Calabria, Scaletta, Patti, Barcellona, fino ad arrivare al festival di Palermo dove vince il primo premio, stessa cosa succede in occasione del “Torneo di Pupi Siciliani” organizzato dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Messina.
Il Maestro Rosario Gargano attiva anche numerosi laboratori nelle varie scuole e anche nella Casa Circondariale e nell’istituo pschiatrico Mandalari. E’ questo un lavoro innovativo perché per la prima volta un Puparo svela alcuni dei segreti scenici e della lavorazione dei Pupi.
Per motivi logistici (l’aspetto itinerante) i pupi dalla dimensione di 1.30 m. diventano di circa 90 cm., dimensione ridotta compensata da arguti giochi di prospettiva nella messa in scena. La dimensione minore si traduce anche in maggiore manovrabilità che rende i combattimenti particolarmenti apprezzati.
Il desiderio di Teatro stabile è però un pensiero che accompagna il Maestro Rosario fino alla sua morte, numerosi sono gli appelli fatti ad una città che forse la meno Siciliana delle città dell’isola, che rimangono inascoltati.
Siamo ai giorni nostri. I figli Venerando e Giorgio Gargano oltre alla passione e all’abilità ereditano anche la stessa cocciutaggine del padre ed è con grande forza che continuano a tenere in vita i Pupi e a lottare per un teatro stabile “i sindaci passano e i Pupi restano” ama ripetere Venerando.
Attualmente Venerando e Giorgio Gargano portano in scena “Lodovico salva Messana dai Turchi” (spettacolo scritto da don Rosario Gargano nel 1880, prima delle novantanove putate della Sagra del Bellisario), come messaggio di continuità in una città tuttora sprovvista di un proggetto serio in tal senso.

Nel solo 2004-2005 Lodovico ha fattto una tournè di 10 date nell’aspromonte “alla ricerca dei briganti”, ha tuonato le sue minacciose parole nel Teatro Vittrio Emanuele, nella fiera di Messina, nei principali Teatri Messinesi e dentro L’Ateneo Universitario davanti ad un pubblico sempre crescente, sempre più coinvolto e con sempre maggiore memoria. Nel luglio 2005 il festival internazionale di figura di Cervia (arrivanodalmare 30° edizione) ha ospitato i nostri pupi per due date.